L’AVVOCATO RISPONDE – Cosa c’è da sapere per adottare un animale. Diritti, doveri e tanto amore

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L’adozione, quella bella, di cuore, voluta e sentita, quella che ogni volontario sogna per il suo piccolo, grande protetto è l’obiettivo comune che tutti coloro che si occupano di animali sognano. Ci sono animali che, nella sfortuna di un abbandono o di un maltrattamento, hanno la fortuna di trovare adozione in breve tempo, altri che aspettano anni prima che la loro mamma e/o papà umano incontrino il loro destino. Altri per i quali, purtroppo, il sogno non diventa mai realtà e trascorrono la loro vita in un box di un canile o in strada.

L’adozione di un animale sfortunato è uno dei più grandi gesti d’amore che si possano compiere: accogliere nella propria famiglia e nel proprio cuore un’anima segnata, spesso in maniera indelebile, dalla vita è uno dei più grandi doni che ci si possa fare.

Ma quella di adottare è ( o dovrebbe essere) una decisione da prendere con piena consapevolezza, convinzione coscienza, pensando che un animale è per sempre e non già per Natale, Pasqua e o per un compleanno. Una vita è per tutta la vita: nel bene e nel male, in ricchezza o in povertà, in salute o malattia Finchè morte non ci separi. Eh già, finchè morte non ci separi ed in ogni frangente della vita. In vacanza, in un trasloco, quando arriva un bambino…insomma, noi ed il nostro compagno di vita insieme in ogni circostanza. Anche quando abbaia, miagola, non ubbidisce, sporca, rosicchia, è “ troppo affettuoso”, è “ troppo silenzioso”, gioca troppo e/o gioca poco e via dicendo.

E se non siete pronti a vivere tutto questo, e molto altro, per cortesia, NON adottate. Eviteremo di leggere annunci di animali che vengono “rifiutati” poco prima dell’adozione o all’ arrivo presso la nuova famiglia adottiva, rimandati indietro perché miracolosamente spunta l’allergia dei bimbi o del nonno, restituiti perché “ deve essere portato fuori. E’ troppo impegnativo” o perché “ E’ troppo appiccicoso” o, ancora, perché arriva un bambino.
E questo nei casi migliori…perché nei peggiori si leggono cose degne del migliore film horror: animali non più graditi e relegati in bagno, nelle cantine, in terrazzo o smollati ovunque pur di liberarsene.
Fermo restando quanto sopra e dando per assodato che si è pronti e convinti ad adottare vediamo in termini pratici cosa occorre fare per avere con noi un amico a quattro zampe.

Come illustrato la settimana scorsa nell’articolo avente ad oggetto il pre affido, quando si decide di adottare un cane e/o un gatto e ci si rivolge alle Associazioni viene richiesta la compilazione di un questionario conoscitivo all’esito del quale si concorda la visita pre affido finalizzata, come ormai noto, alla verifica dell’idoneità dell’adottante. Nel questionario, jnter alia, si richiede all’aspirante adottante l’impegno ad aggiornare nel tempo, anche a semplice richiesta, i volontari dell’associazione sullo stato dell’animale ed a provvedere a tutte le cure necessarie, ivi compresa la sterilizzazione.

L’esito positivo del controllo pre affido determina l’arrivo del piccolo nella nuova casa, regolato dalla sottoscrizione di un modulo di affido, che ha valenza di un vero e proprio contratto tra le parti ( affidante ed affidatario) con lo scopo di tutelare l’animale ed il suo benessere e la cui violazione, anche nel tempo, può determinare il diritto dell’affidante a richiedere che l’animale venga restituito.

E’ capitato alla scrivente di aver ricevuto mandato da un’associazione di richiedere, ed ottenere, la restituzione di un cane dato in adozione e per il quale le modalità di detenzione erano drasticamente cambiate in peggio.
Tra gli adempimenti contemplati nel modulo di affido quello di provvedere alla sterilizzazione del nuovo membro di famiglia quando non già sterilizzato e/o castrato dall’Associazione e/o privato affidante.
Questo “dovere” viene chiaramente inserito tra le clausole del modulo di affido che l’adottante sottoscrive, impegnandosi in tal modo a provvedere, a propria cura e spese, a provvedere entro un certo termine alla sterilizzazione e/o castrazione del piccolo adottato ed a fornirne idonea certificazione veterinaria all’affidante.
Impegno determinato dalla lotta al fenomeno del randagismo, di cui tutti noi ben conosciamo la diffusione e la gravità.

Molte Associazioni, quasi tutte, subordinano il passaggio di titolarità del microchip del piccolo alla sterilizzazione.
Ricordiamo, ma per mero scrupolo come in caso di cessione, sia gratuita che a titolo oneroso, debba essere comunicato il cambio dell’intestatario all’anagrafe canina regionale, pena la comminazione sanzioni pecuniarie.
Il passaggio di intestazione del microchip determina il passaggio dell’affido in cessione definitiva. Che, come anzidetto, sarà comunque oggetto di monitoraggio nel tempo, nell’osservanza e tutela del benessere animale.
Mi perdonerete per la forse poca giuridicità di quanto segue, ma ritengo che in molti casi l’esperienza pratica e la vita vissuta siano un riferimento più efficace di qualsiasi normativa ed aiutino chi versa nella medesima situazione, senza con ciò voler camminare nelle scarpe di nessuno, un riferimento.

Chi scrive ha tre cani tutti adottati. Ciccio, 10 anni, un incrocio pastore tedesco da lavoro – molossoide adottato nel 2011 quando aveva tre mesi da un canile in Puglia dopo essere stato tolto a dei bambini che lo maltrattavano e quando avevo già con me Joy, all’epoca di un anno e mezzo, incrocio pastore tedesco, Borde Collie tolta a maltrattamento quando aveva 4 mesi; Perla, 1 anno e mezzo, figlia di un lupo abruzzese ed una randagina – adottata dopo la morte della mia Joy a causa di una aggressiva mielopatia degenerativa, ed Emilia, 3 anni, incrocio terrier, adottata in canile dopo che mio figlio, nel 2019, ha voluto visitare un canile per “ salvare i cani”.
Due giorni dopo l’arrivo di Ciccio ho scoperto di aspettare mio figlio: una gravidanza meravigliosa tra traversine, la famiglia, il lavoro e 2 cani, tra cui un cucciolo iperattivo, che ho portato a spasso fino alla sera prima del parto. Un post partum condiviso tra il mio bambino ed i suoi due fratellini pelosi, che mai lo hanno lasciato un attimo, a cui mai ho negato la presenza ed il contatto del bambino, al quale mai è stata negata la presenza dei cani. Sono cresciuti insieme, nell’amore e nell’armonia.

Ciccio, che ama incondizionatamente, 40 kg di amore puro e bontà dal manto nero…che non lascia passare un secondo senza dare prova del suo infinito amore ed attaccamento al suo nucleo familiare. Perla adottata consapevolmente non per colmare il vuoto immenso lasciato da Joy, che mai potrà essere colmato, ma per perpetuare il disegno d’amore iniziato con lei e dare a Ciccio, che per il dolore della perdita aveva avuto un collasso, una compagna di vita. Ha distrutto i mobili di mezza casa, ma è circostanza irrilevante a confronto della gioia e dell’amore che ha portato e quotidianamente porta nella famiglia. Emilia, che ha scelto mio figlio…aspettando in silenzio nel suo box del canile che lui la guardasse, per poi saltargli in braccio quando ha aperto il cancello e fargli capire come fossero anime gemelle. Emilia che non perde occasione per manifestare la sua gratitudine ed il suo amore.

Tre cani, anzi quattro, tutti amati nello stesso modo, ma tutti così diversi tra loro e tutti meravigliosamente intensi nell’amare, che non lasciano trascorrere un giorno senza dare prova – qualora ce ne fosse bisogno – che adottare è meraviglioso. Non comprare. Adotta. Sempre. E per sempre.

Gaida Bernardi, avvocatessa

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