APPUNTI A SEI ZAMPE – A casa ti ascolta, fuori sembra un altro cane: perché succede?

Nuovo appuntamento con la rubrica di Tesori a quattro zampe curata dal gruppo cinofilo CRI Bassa Sabina APPUNTI A SEI ZAMPE:

Succede a tantissime persone. A casa il richiamo funziona, un semplice seduto arriva quasi immediatamente e tutto sembra filare liscio. Poi si esce e qualcosa cambia. All’improvviso compare un odore interessante, una lucertola che attraversa velocemente un muretto, un altro cane in lontananza, un piccione con programmi decisamente più interessanti dei nostri, e sembri diventare improvvisamente invisibile. La conclusione arriva spesso in pochi secondi: “non mi ascolta.” Ma siamo sicuri che sia davvero così?

Proviamo a cambiare prospettiva per un momento. Immagina di trovarti in una città completamente nuova mentre qualcuno cerca di parlarti senza sosta. Intorno a te ci sono rumori, persone, profumi e dettagli che attirano continuamente la tua attenzione. Riusciresti a concentrarti nello stesso modo in cui lo fai nel silenzio di casa? Per un cane può succedere qualcosa di molto simile. Fuori casa il mondo cambia. Quella che per noi è una semplice strada, per lui può essere un enorme giornale pieno di notizie da leggere. Ogni odore racconta qualcosa: chi è passato, quanto tempo prima, chi vive lì, chi era tranquillo, chi aveva paura. E spesso i suoi veri compagni di passeggiata sono proprio gli odori. È negli odori che ritrova i suoi migliori amici e, sì, a volte i suoi migliori amici sono davvero i suoi migliori amici.

Non significa che abbia deciso di ignorarti. Non significa che stia facendo il ribelle. Molto più spesso significa che la sua attenzione, in quel momento, è semplicemente altrove. Forse sta osservando qualcosa. Forse sta cercando di comprendere ciò che lo circonda. Oppure sta vivendo un momento particolarmente intenso. Ed è qui che forse la domanda cambia davvero. Invece di fermarci a Perché non mi ascolta?, potremmo iniziare a chiederci altro.

Gli abbiamo fatto scoprire che stare con noi può essere interessante quanto il resto del mondo? Gli abbiamo insegnato che cercarci, guardarci e lasciarsi guidare porta qualcosa di bello? Oppure ci siamo accorti di lui soprattutto quando faceva qualcosa che non volevamo?

E ancora: nella passeggiata abbiamo costruito una relazione in cui siamo parte attiva, oppure ci siamo lasciati trascinare continuamente dalle sue scelte senza creare uno spazio condiviso?

Perché il punto non è diventare più interessanti di una lucertola, di un odore o di un piccione. Probabilmente perderemmo comunque la sfida. Il punto è costruire qualcosa che, nel tempo, faccia venire al cane voglia di tornare da noi.

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