Castel Morrone, cane gravemente ferito da una trappola illegale per cinghiali

Totò, uno dei cani di quartiere che da anni vive nella zona del cimitero di Castel Morrone insieme al suo fedele compagno Sasà, è rimasto gravemente ferito dopo essere rimasto incastrato in un laccio d’acciaio, una trappola illegale utilizzata dai bracconieri per la cattura dei cinghiali. Il povero cane, conosciuto e amato dalla cittadinanza, si è presentato dai volontari OIPA della sezione di Castel Morrone, che lo accudiscono da tempo, con il cavo stretto tra il collo e la bocca, in condizioni critiche: respirava a fatica, con muso e testa gonfi e ferite evidenti. Solo per pura fortuna è stato possibile intervenire in tempo e liberarlo dal laccio, evitando conseguenze fatali.
“Il caso di Totò non è un episodio isolato, ma l’ennesima testimonianza di un problema grave e sottovalutato. Le trappole illegali non colpiscono e uccidono solo la fauna selvatica, ma mettono a rischio cani, gatti e chiunque frequenti le zone in cui vengono installate. La vittima poteva essere anche un bambino. È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire o a soffrire per il bracconaggio e per l’assenza di controlli” – dichiara Antonella Parisi, una delle volontarie OIPA della sezione di Castel Morrone, che si prendono cura di Totò e Sasà.
La vicenda è stata segnalata alle autorità competenti, allertate anche della possibilità della presenza di altre trappole nella zona, e rilancia l’urgenza di un’azione concreta contro il bracconaggio e della necessità di controlli mirati a prevenirlo. Oggi Totò sta meglio ed è in via di guarigione, ma avrà bisogno di cure veterinarie, controlli e assistenza continuativa. Insieme a lui, anche Sasà necessita di sostegno durante l’anno: cibo, antiparassitari e cure mediche. Per questo è stata avviata una raccolta fondi per garantire loro protezione e benessere: le donazioni possono essere inviate al link sostieni.oipa.org/oipa-castelmorrone/ indicando il nome di Totò e Sasà.
OIPA
