APPUNTI A SEI ZAMPE – Amare un cane senza aspettative

Dopo la pausa natalizia torna la rubrica di Tesori a quattro zampe e CRI Gruppo Cinofilo Bassa Sabina APPUNTI A SEI ZAMPE, primo articolo dell’anno2026:

Amare un cane viene spesso raccontato come un gesto spontaneo, quasi istintivo. Eppure, come tutte le relazioni profonde, richiede presenza, senso della misura e consapevolezza. Senza che ce ne accorgiamo a volte carichiamo il cane di attese: 

• farci compagnia quando siamo soli

• consolarci quando siamo stanchi

• sempre disponibile, sempre buono o sempre grato.

È qui che nasce il mito del debito affettivo: l’idea, spesso inconscia, che il cane debba restituirci qualcosa per le cure che riceve. Ma un cane non vive per compensare le mancanze umane. Non è una stampella emotiva, né un contratto implicito. Un cane è più simile ad un ospite, piuttosto che a un debitore: condivide il cammino, ma non è tenuto a sorreggerci.

Amare un cane senza aspettative significa accettare che:

• abbia bisogni propri, che non coincidono sempre con i nostri

• possa essere stanco, sovrastimolato, infastidito

• non desideri costantemente contatto, gioco o interazione

La cura autentica non è un accumulare i gesti, ma una scelta di qualità.

Esempi pratici, concreti

1. Quando il cane si allontana.

Se il cane si sposta, si alza o evita il contatto mentre lo accarezziamo, non è un rifiuto personale a noi come proprietari e amati da lui di meno. È una comunicazione. Rispettare quella distanza è un atto d’amore maturo: significa dire “ti vedo per quello che sei!”, non un “ti pretendo”.

2. Quando torniamo a casa stanchi o emotivamente carichi. Capita di cercare nel cane un rifugio immediato. Ma invece di sommergerlo di attenzioni, possiamo fare il contrario: entrare in casa con calma, abbassare i toni, lasciargli il tempo di scegliere se avvicinarsi. Come con una persona cara, anche il silenzio può essere una forma di rispetto. Loro vivono delle nostre emozioni e possiamo provare a consolarci della loro presenza anche solo osservandoli. Lasciandoli scegliere.

3. Quando “fa il bravo” ma sembra spento.

Un cane che non disturba, non chiede, non protesta non è sempre un cane sereno. A volte è un cane che ha imparato a non occupare spazio. Accade a volte anche ai cani adottati, spesso molto resilienti. In questi casi, prendersi cura significa osservare di più e pretendere meno: meno performance, più ascolto.

4. Quando chiede subito gioco o attenzione.

Non è necessario rispondere immediatamente a ogni richiesta. Possiamo registrare mentalmente quel bisogno, lasciar scendere l’eccitazione e proporre l’attività in un momento di maggiore calma. Questo permette al cane di imparare che l’interazione non è negata, ma regolata. Il gioco, allora, diventa uno spazio condiviso e non uno sfogo compulsivo.

In questi casi, è utile proporre:

• una attività di ricerca olfattiva semplice e distensiva come nascondere un bocconcino sotto un tappetino

• un breve gioco di collaborazione, come la corda, fatto senza concitazione

• una proposta breve e chiara, che lasci il cane appagato e non sovraeccitato, come qualche piccolo esercizio e tricks.

In questa maniera possiamo svagarlo meglio. Amare senza aspettative, in poche parole, vuol dire smettere di misurare l’affetto in risposte immediate. È come coltivare un giardino: non si tira la pianta per farla crescere più in fretta, si crea il terreno giusto, la si cura. Nel volontariato, anche canino, questo messaggio è fondamentale. Molti cani arrivano da contesti in cui hanno dovuto sostenere pesi emotivi troppo grandi, aspettative che non spettavano a loro.

Educare alla cura senza aspettative significa costruire una cultura del rispetto: una cultura in cui il cane non è chiamato a “ripagare”, ma è libero di esistere. Amare un cane, davvero, è un atto adulto. Non chiede prove. Non pretende risposte. Si assume la responsabilità di esserci, anche quando l’altro non può dare nulla in cambio.

(In foto Carlo, cagnolino di 3 anni, taglia media mantello miele. Paziente, buono, all’inizio un po’ timido, ma poi pieno di vitalità ed affetto).

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