Stop alla caccia nel versante laziale, Consiglio di Stato accoglie richieste di ENPA, LAC, LAV e WWF

“Con decreto monocratico del Presidente Franco Frattini, la Sezione Terza del Consiglio di Stato, riconoscendo la fondatezza del ricorso in appello delle associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF, patrocinate dall’avvocato Valentina Stefutti, ha nuovamente bloccato la caccia nel versante laziale della Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise, riformando lordinanza del TAR Lazio che, in contrasto con la precedente decisione del suo Presidente, non aveva concesso la sospensiva su ricorso delle Associazioni.
Il provvedimento è molto importante perché vieta lattività venatoria in una delle aree fondamentali per la tutela dellorso bruno marsicano, specie a rischio estinzione, di cui questa settimana sono morti 3 individui (una madre con due cuccioli) sui circa 50 rimasti in vita, caduti in una vasca per la raccolta dellacqua piovana non adeguatamente protetta, simbolo del mancato controllo a tutti i livelli proprio nelle Zone di Protezione Esterna del Parco.
La caccia verso altre specie è un problema per l’orso, sia per le possibili uccisioni involontarie, sia per il grave disturbo che reca alla specie. Per salvare lorso dall’estinzione si devono adottare politiche e strategie di assoluta tutela e il provvedimento della Regione Lazio che, senza neppure il parere dellISPRA, apriva la caccia in queste aree, va nella direzione esattamente opposta.
Come giustamente si legge nel decreto del Consiglio di Stato, lautorizzazione alla caccia in unarea dove è presente lorso marsicano, destinatario di speciale protezione in virtù di regole europee recepite dall’Italia, può determinare sia il disturbo dellhabitat della specie, sia incontri più o meno ravvicinati tra i cacciatori e lorso medesimo, con effetti prevedibilmente negativi in ogni possibile sviluppo o esito. Il decreto aggiunge come il danno irreparabile all’interesse pubblico consistente nella tutela della fauna selvatica, nonché nella speciale esigenza di proteggere lhabitat di una specie fortemente protetta in zone limitrofe al Parco Nazionale di Abruzzo, prevalga senz’altro sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità dei cacciatori, nell’esercizio della attività venatoria.
LUdienza collegiale è fissata al 13 dicembre, ma fino ad allora vige il divieto di caccia. Nel frattempo le Associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF rivolgono un appello al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affinché intervenga in prima persona e metta fine a questa evidente situazione di pericolo per una specie simbolo dell’Appennino.
La salvezza dallestinzione dellorso bruno marsicano riguarda tutta lItalia e non può essere affrontata come una vicenda regionale da risolvere mettendo al primo posto gli interessi di qualche cacciatore. Le Associazioni, che dichiarano la loro disponibilità ad un incontro in tutte le sedi, invitano il Presidente Zingaretti ad assumere un ruolo forte nella vicenda e, di fronte alla bocciatura delle scelte operate dallassessorato competente, a intervenire in prima persona.”
ENPA, LAC, LAV e WWF
