NO ai fuochi rumorosi. E se una lettera la scrivessero i cani?

Categories: Attualità

Riceviamo questa lettera a firma di Carla e Fabio di Rieti, i quali si sono immedesimati nei cagnolini che soffrono i fuochi d’artificio rumorosi, che in ogni occasione provocano loro ansia e paura, come l’ultimo dell’anno.

“Salve Sig. Sindaco,
siamo un centinaio di cani, per sfortuna siamo nati in questa vita sotto questa forma. Siamo animali per molti, ma molti non sanno che anche noi abbiamo un cuore, abbiamo una sensibilità. Viviamo poco noi cani, poco più di una decina di anni, tempo che vorremmo trascorrere accanto a Voi, e mi creda Sig. Sindaco, noi Vi amiamo, Vi amiamo sempre, anche se Voi umani ci abbandonate quando non Vi serviamo, quando Vi stancate di noi e ci legate ad un albero. Quando siamo anziani o quando dovete semplicemente partire per una vacanza.

Ebbene Sig. Sindaco noi Vi amiamo sempre anche dopo tutto il male che ci fate. Vi serviamo e Vi amiamo anche quando siamo distrutti dalla stanchezza e Vi cerchiamo sotto le macerie, oppure  durante un servizio di ordine pubblico, oppure negli aeroporti quando cerchiamo la droga, o anche quando Vi cerchiamo sotto una valanga, ci chiamano cani “molecolari”, e a volte siamo anche in tv, un onore per tutti noi, ci sentiamo fieri di servirVi. Vi amiamo sempre anche quando ci fate combattere tra noi oppure ci picchiate perchè magari Vi è andata la giornata storta e siete un po’ nervosi.

Caro Sig. Sindaco, ci scusi per la confidenza, in questo momento scodinzoliamo per l’emozione di scriverVi questa lettera; lo sappiamo, noi siamo cani inutili, siamo gli scarti rinchiusi in questo freddo canile e probabilmente per Lei siamo solo un fastidio. Ci creda, ci dispiace molto e non vorremmo arrecarLe alcun disturbo. Sig. Sindaco, molti di noi non fanno che guardare oltre, oltre la speranza di qualche attimo migliore, altri di noi invece si mettono in un angolo e fissano il pavimento come se ci fosse chissà cosa, altri pensano e ripensano il giorno dell’abbandono o perchè il padrone li abbia cacciati via,  dove avevano sbagliato? Se lo chiedono sempre, questo pensiero li tortura.

Alcuni uomini forse ci odiano perchè non parliamo, perchè al contrario di loro ci basta poco per essere felici, perchè non siamo molto intelligenti, ma abbiamo un buon olfatto sà, siamo attenti e facciamo quello che possiamo, Vi aiutiamo dalla notte dei tempi anche solo per farVi compagnia, per allietare la vostra solitudine. Dio ci ha mandato su questa terra per proteggervi.

Proteggiamo le Vostre greggi, le Vostre case, e dopo la nostra morte quando torniamo in cielo e ci viene chiesto Voi uomini come vi siete comportati, noi diciamo sempre che Voi umani siete dei stupendi padroni, ed è bello giocare con Voi, e non fate mai del male ad anima vivente. Vede Sig. Sindaco, anche noi cani abbiamo sentimenti umani, siamo più umani di quanto Lei pensi, però noi al contrario di Voi umani ci accontentiamo di poco. Le chiediamo scusa non vogliamo peccare di superbia; ci basta poco, una ciotola d’acqua ed un po’ di crocchette, bastano mi creda; magari se ci fosse anche qualche coperta non la disdegniamo, il freddo è terribile e si sente di più quando non hai molto da mangiare. Non la vogliamo tediare oltre ed arriviamo al punto.

Il fine anno per Voi uomini è motivo di allegria; sinceramente questa cosa ancora non l’abbiamo capita molto bene, visto che qui gli anni sono tutti uguali, vabbè lo festeggiate con grande allegria, beati Voi e siamo felici che abbiate qualcosa da festeggiare, noi invece continuiamo ad essere qui reclusi tra queste fredde gabbie arrugginite. Una cosa proprio che non riusciamo a sopportare, tranne che qualche esemplare di cane da caccia abituato allo sparo. Non sopportiamo i botti di Capodanno, alcuni di noi gli anni passati sono morti per lo spavento, e quest’anno vorremmo non morire di paura e di crepacuore.

Sig. Sindaco, la supplichiamo: Ogni fuoco d’artificio ci fa sussultare, abbiamo un udito molto sensibile, vorremmo scomparire per lo spavento; preferiamo morire pur di non sentire i botti, il cuore ci batte forte e le orecchie ci scoppiano e non possiamo coprirle con le zampe. Il canile è proprio lì vicino ai vostri lanci di petardi, il loro odore acre ci fa mancare il respiro, ci acciambelliamo e rannicchiamo in un angolo, ma gli angoli sono quattro e noi siamo cento, la supplichiamo per quest’anno e per gli anni a venire di non farci subire questa tortura e magari trovare una soluzione meno cruenta per il Vostro festeggiamento. Vi preghiamo di accogliere questa supplica e, sempre Vostri fedeli”.

Carla e Fabio di Rieti

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