L’Italia non è un paese per lupi

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Sempre più casi di uccisioni cruente di questi animali in diverse zone d’Italia, fino al raccapricciante animalicidio effettuato in provincia di Livorno con una sprezzante provocazione verso chi cerca davvero di tutelare la biodiversità. LNDC chiede indagini serie per risalire agli autori di questo ennesimo efferato delitto.

Da mesi Lega Nazionale per la Difesa del Cane si batte, insieme alle altre principali Associazioni protezionistiche, per assicurare che la possibilità di abbattere i lupi sia definitivamente stralciata dal Piano per la Conservazione. Una battaglia condivisa dalla maggior parte dei Presidenti di Regione ma ancora ostracizzata dalla miopia del Ministro dell’Ambiente Galletti.

Il lupo è un animale da sempre vittima della crudeltà dell’uomo e, nonostante sia tuttora protetto dalle leggi dello Stato, sono sempre più frequenti i casi di uccisioni di questi splendidi animali da parte di bracconieri. Uccisioni spesso cruente e mai necessarie che in molti casi mostrano un accanimento feroce e un totale disprezzo della vita.

L’ultimo caso è quello avvenuto a Suvereto, in provincia di Livorno, dove un povero lupo è stato barbaramente ucciso, scuoiato e appeso a un segnale stradale. La macabra scena è stata corredata da un cartello con la scritta “No agli abbattimenti, Sì alla prevenzione”, un chiaro riferimento sarcastico e potenzialmente intimidatorio nei confronti di tutti quelli che lottano per proteggere questi animali e insistono sull’importanza della prevenzione per salvaguardare greggi e bestiame.

“Sono profondamente turbata e preoccupata per quello che abbiamo visto”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC. “Mi auguro che questo non sia l’ennesimo caso che cade nel dimenticatoio, ma che si faccia tutto il possibile per risalire agli autori di questa barbarie. Nessuno può fare scempio in questo modo di un essere senziente, in questo caso anche soggetto di particolare protezione, e farla franca. Come previsto, l’ipotesi di abbattere i lupi suggerita dal Ministro Galletti non ha diminuito le tensioni sociali ma, al contrario, ha inasprito gli animi e portato i bracconieri a farsi beffe di chi cerca di tutelare realmente la biodiversità”.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane è pronta a sporgere denuncia e costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale, auspicando che si indaghi seriamente e concretamente per identificare gli autori di questo atroce misfatto.

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