La lettera di Totò, cagnolino di 11 anni che vive in canile da quando è nato

Io sono Totò, un tripode, vecchietto e malato. Nessuno mi prenderà mai con sé, lo so. Volevo solo dirvi che esisto anch’io in questo mondo, da sempre vivo in canile, fin da quando ero cucciolo.

Volevo portarvi la mia testimonianza, dirvi che è ingiusto vivere dietro le sbarre, che ognuno di noi meriterebbe una famiglia. È ingiusto morire senza aver vissuto. Se io fossi uomo non mi darei pace finché tutti i cani non siano usciti da un canile. Mi dicono che nella sfortuna siamo fortunati perché qui ci hanno sempre fatto uscire e ci trattano bene.

Aspettiamo con ansia il nostro turno per saltare addosso alle zie volontarie e sgambettare, mangiare  e ricevere “caramelle”. Poi però arriva sempre l’ora di rientrare. E quando le zie vanno via lo sapete che succede? Se vi mettete a origliare, a quell’ora, all’unisono iniziamo a ululare, duecento di noi tutti insieme lanciamo il nostro grido disperato.

Perché siamo qui? Perché nessuno ci porta mai via? Io sono Totò, ricordatevi ogni tanto che esisto anch’io. Vi voglio bene sempre.

AGGIORNAMENTO – Adottato.

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