Il pianto di Ruth

<<Partinico (Palermo), Sicilia, Italia, anno 2019. E’ un pomeriggio come tanti. E’ il 10 settembre e ancora fa caldo. Io mi chiamo Ruth e sono una cagnolina randagia. Oggi giro nella mia zona di campagna come sempre. Ad un tratto sento un uomo che mi chiama. Lo conosco, è un anziano che abita qui vicino.

Non è mai stato tanto gentile con noi cani, ma oggi la sua voce è diversa, sembra dolce. E io, che non so cosa siano le coccole, mi avvicino fiduciosa e scodinzolo al pensiero di quelle inaspettate carezze. Invece l’uomo mi lega le zampe, mentre io buona buona lo lascio fare, sperando sempre in qualcosa di positivo per me, poi prende un attrezzo di ferro che usa in campagna e comincia a picchiarmi sempre più forte, sulla testa, sulla schiena, sulla pancia, ovunque. Sento un dolore fortissimo.

Per un attimo incrocio i suoi occhi, iniettati di sangue dallo sforzo compiuto per massacrarmi, occhi carichi di odio, di cattivieria. Perchè gli chiedo con il mio sguardo appannato dal dolore, senza poter parlare, perchè mi stai facendo questo? Sono una cagnolina tranquilla e mansueta, non ho mai dato fastidio a nessuno, non ho mai rubato il cibo, nè morso nessun animale. Perchè mi stai uccidendo? Perchè non hai pietà di me? Ma lui continua, come se dovesse sfogare su di me una rabbia atavica, repressa da anni.
Mi lamento forte per il dolore insopportabile, soprattutto alla schiena. Poi sento un odore forte e acre. Il vecchio mi sta cospargendo di benzina, ma io sono ancora viva.

“Cosa faiiii”? Attirato dai miei latrati di terrore per fortuna arriva un altro uomo. E’ Paolo (nome di fantasia) colui che si occupa qualche volta di me, portandomi del cibo. Lui scatta delle foto, mi toglie dalle mani del mio aguzzino che aveva già pronto l’accendino per darmi fuoco, e chiama altra gente. Le persone che arrivano sono volontari, che in Sicilia purtroppo combattono una lotta impari per cercare di tamponare tutte le situazioni di emergenza che si presentano quotidianamente, perchè in tanti ce l’hanno con noi animali.

Immediatamente mi caricano in una macchina e mi portano in un posto dove cercano di farmi passare l’atroce dolore che sento, dove mi fanno delle punture e dove mi coccolano tantissimo. Che bello essere cosi amati, forse tutto questo dolore doveva servire a farmi sentire, per una sola volta nella mia vita, una creatura amata e rispettata. E allora piango, con tutta la mia anima, perchè sento che il dolore mi sta portando via la vita,

Piango per tutte le carezze che non ho mai avuto , piango perchè gli uomini possano finalmente capire che anche noi abbiamo un cuore che batte come il loro, che anche noi proviamo sentimenti, che anche noi meritiamo rispetto! Un uomo con il camice verde, che chiamano dottore, mi accarezza dolcemente la testa. Sento che dice che ho la schiena spezzata, ma che potrei salvarmi. Incrocio i suoi occhi pieni di amore e preoccupazione per me. Questo mi basta per dare un senso a tutta la mia misera vita, non lotto più, mi
lascio andare dolcemente, mentre sento le sua carezza sulla mia testa.>>

Ti scrivo piccola Ruth queste poche righe con un macigno sul cuore perché adesso è solo questo quello che posso fare per te. Ti scrivo perché ho nel cuore il tuo pianto che rappresenta, da solo, il pianto di ogni
creatura inerme abusata su questa terra, perchè il tuo pianto straziante è quello dei bambini, degli anziani, di tutti coloro che sono vittime del male e dell’indifferenza dell’uomo.

Tu vivrai per sempre Ruth là dove ognuno si trova ad essere più che esistere, dove non ci si gira dall’altra parte quando c’e’ qualcuno che ha bisogno di aiuto, dove c’è qualcuno che si china ad aiutare anche il più piccolo essere vivente di questa terra, dove si coglie il legame che accomuna tutti gli occhi che guardano il sole, siano di un animale, di un bambino o di un uomo in difficoltà. Scegliere il rispetto e l’amore è ancora possibile ed è l’unica via che può salvarci, la via della “pietas”, dell’amore, di un ideale così forte che da solo rende grande e da’ un senso ad una vita intera.

Per Ruth, Angelo, Snoopy , Pilu’ e tutti gli altri martiri senza nome che aspettano ancora giustizia

Raffaella Cuomo
Foto: Lega Nazionale Difesa del Cane

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