Alla scoperta dei Rinoceronti, mammiferi omeotermi

I rinoceronti sono mammiferi omeotermi. L’omeotermia è la caratteristica di quegli animali in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea che, entro determinati limiti, risulta indipendente da quella dell’ambiente fisico circostante e che gli permette di avere un metabolismo veloce anche a basse temperature. È un tipo di termoregolazione. Il contrario è chiamato pecilotermia. Il nome Rinoceronte deriva dal greco antico “naso” e “corno”, fa parte della famiglia dei Rhinocerotidae, la quale comprende cinque specie, 2 africane e 3 asiatiche, differenti tra loro, ma con alcune caratteristiche comuni che li rendono immediatamente distinguibili dagli altri animali. Tutti i rinoceronti hanno una vista debole, una struttura corporea massiccia allungata e con zampe colonnari, una testa grande con 1 o 2 corni i quali, pur essendo estremamente robusti, sono costituiti da cheratina, la stessa sostanza di cui sono composti peli e capelli. Questo imponente animale è erbivoro. Esistono due specie di rinoceronte, quello bianco e quello nero. Il nero si differenzia per la struttura più agile, con dorso insellato, orecchie tonde e una colorazione più scura. Il rinoceronte nero è inoltre più piccolo del bianco, infatti i maschi misurano circa 3,75 m di lunghezza, 1,5 m di altezza e pesano 2 tonnellate, ha un labbro a forma di uncino e si nutre delle foglie più basse degli alberi.
Foto: BioParco Roma – Di Giovanni
