Mi avevano portato a casa, mi hanno riportato in canile

Ciao sono Raul, ho 10 mesi e fino a qualche tempo fa pensavo di avercela fatta. Ero un cucciolo, qualcuno mi aveva scelto, mi aveva portato a casa e io, ingenuamente, avevo creduto che quella sarebbe stata la mia famiglia per sempre. Poi qualcosa è cambiato. Una scusa, una decisione presa dagli altri e mi sono ritrovato di nuovo qui. Dietro le sbarre di un box, insieme a tanti altri cani, a cercare di capire cosa avessi fatto di sbagliato.
E sapete qual è la cosa più triste? Che io non mi sento più a casa da nessuna parte. Sono a disagio, mi sento insicuro, faccio fatica persino a mangiare. Se non c’è qualcuno accanto a me, lascio che gli altri compagni di box mi portino via tutto. Non difendo la mia ciotola, non cerco di farmi spazio. Me ne sto lì, come se avessi paura anche di questo. Eppure non sono un cane difficile, anzi! Ho seguito anche un percorso con un educatore e sono un cucciolone equilibrato, bravo nella vita quotidiana. So andare al guinzaglio, passeggiare, salire in macchina e comportarmi in casa. Ho solo bisogno di qualcuno che non mi consideri un giocattolo da prendere quando sono piccolo e da restituire quando diventano scomode le responsabilità. Ho 10 mesi, sono una futura taglia media e avrei ancora tutta la vita davanti. Guardate bene la mia foto: sì, ho la linguetta fuori! E sapete cosa vi dico? Una bella linguaccia a chi ha pensato che potesse liberarsi di me così facilmente!
Io non mi arrendo. E nemmeno loro! I volontari mi stanno aiutando e sono sicuro che troveranno qualcuno capace di guardarmi negli occhi e scegliere di restare. Qualcuno che non cerchi un cucciolo finché è tenero, ma un compagno per tutta la vita. Questa volta non voglio una casa qualsiasi. Voglio l’ultima casa. Quella da cui non si torna indietro.
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