La storia di un Tasso investito: il simpatico racconto dei volontari del CRAS ENPA di Genova

Il ricovero e la degenza in un CRAS, per gli animali selvatici, sono esperienze stressanti. Per i soggetti in cura, a livello emotivo, può trattarsi di un’esperienza devastante: c’è chi rischia di farsi male tentando la fuga, c’è chi perde le speranze, c’è chi si rifiuta di mangiare. Poi ci sono i tassi. Loro, fondamentalmente, non si stressano. Non è il tasso che si becca lo stress, è lo stress che si becca il tasso. Loro hanno quel piglio ascetico del vacanziere che viene per mangiare a sbafo e farsi la vacanzina lontano dalle preoccupazioni della tana. Si annoiano, magari. Covano rancore, quello sì.
Ma una volta preso possesso della nuova dimora, dettano regole precise: tre pasti al giorno, pretesa di pulizia oraria delle quintalate di popò che scaricano senza ritegno, utilizzo della vaschetta d’acqua come coppa del water, peto libero, sonno continuativo 23 ore al dì, tasse già pagate. Questo baldo giovine, recuperato da Naturabilia ( https://naturabilia.org/ ) a Sarzana e poi trasferito da noi, è stato investito un’automobile. Si è lievemente ammaccato il nasino, ma dopo un paio di giorni in cui, da bravo mattacchione, ha chiaramente finto di stare male, si è rimesso in piedi e scalpita per tornare libero. Ma nel frattempo si divora il tempo panza all’aria, grattandosi i tasseschi gioielli di famiglia e osservando con malcelato sdegno noi poveri bipedi di passaggio.
CRAS ENPA Genova
