Cosa fare in caso di avvelenamento del proprio animale? I consigli del veterinario

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Sono capitati diversi casi nei quali cani e gatti sono stati avvelenati a Rieti e provincia. Questa pazza mania, che interessa anche il resto d’Italia, sta dilagando nel nostro territorio e seppur con un minimo di valore, provo a far qualcosa per combattere questa piaga. I miei mezzi sono piccoli ma spero efficaci.

Questo piccolo manuale nasce dalla necessità, in quanto proprietario e Medico Veterinario, di proteggere gli animali. Spero che possa aiutare chi come me condivide la sua vita con un 4 zampe.

1. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

In Italia è da tempo presente una normativa di riferimento per le esche avvelenate :
Regio Decreto 5 Giugno 1939, n. 1016
Legge 27 dicembre 1977, n. 968 ” Principi generali e disposizioni per la protezione e la tutela della fauna e la disciplina della caccia”
Ordinanza 18 dicembre 2008
Nuova OM 10 febbraio 2012
Ordinanza 14 gennaio 2014
L’odierna normativa legifera gli obblighi cui deve ottemperare il Medico Veterinario che cura l’animale avvelenato, l’Istituto Zooprofilattico che ha il compito di analizzare i campioni pervenuti e l’eventuale corpo dell’animale ucciso, il Sindaco che deve aprire un’indagine in collaborazione con le autorità competenti e entro 48 ore decidere sulla modalità di bonifica e infine le Prefetture che devono disporre di un tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi e per il monitoraggio del fenomeno.

2. QUANDO SOSPETTARE UN AVVELENAMENTO NEL PROPRIO CANE O GATTO?

Se un animale in ottimo stato di salute presenta improvvisamente i seguenti sintomi: salivazione copiosa, tremori, spasmi muscolari, difficoltà respiratoria, emorragie, cianosi, vomito, diarrea, convulsioni;

Se si verifica la morte improvvisa di un animale precedentemente in buono stato di salute;
Se vengono riportati nella stessa area sintomi clinici simili in più soggetti, anche di specie differenti, contemporaneamente o in periodi di tempo successivi;

Se siano segnalati pregressi episodi di avvelenamento accertati o supposti in una medesima area;
Se si percepiscano odori particolari emanati dalla bocca dell’animale o annusando il vomito.

3. QUALI SONO LE SOSTANZE TOSSICHE PIU’ UTILIZZATE NELLE ESCHE AVVELENATE?

Spesso le esche avvelenate contengono sostanze tossiche che provocano la morte dell’animale in un tempo più o meno lungo, a seconda della dose ingerita

Per confezionare i bocconi o le esche avvelenati viene impiegata una vasta gamma di sostanze tossiche che va dai fitofarmaci, come carbammati e organofosfati, ai rodenticidi anticoagulanti e non, ai molluschicidi ecc.

Queste sostanze vengono mescolate a differenti matrici quali carne, salumi, pesce, granaglie o carcasse in modo da renderle appetibili agli animali.
Le sostanze che risultano più frequentemente utilizzate in Italia per l’avvelenamento degli animali, sulla base dei dati raccolti nell’ambito del progetto LIFE ANTIDOTO dal Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana sui casi di avvelenamento registrati in Italia nel quinquennio 2005-2009 sono: Carbammati, seguono gli Anticoagulanti, gli Organoclorurati , la Metaldeide (veleno per le lumache dal caratteristico colore blu) gli Organofosfati (insetticidi), il Fosfuro di zinco, e la Stricnina (che in dosi elevate procura morte istantanea).

Lo stesso studio, inoltre, ha evidenziato come la distribuzione temporale degli avvelenamenti presenti due picchi, uno in marzo ed uno in ottobre, che suggeriscono le probabili cause scatenanti l’uso del veleno, vale a dire “il lancio” di selvaggina di interesse venatorio, il periodo di ricerca del tartufo e l’uscita del bestiame dai ricoveri invernali.

Attenzione alla detenzione del liquido antigelo. Ha un sapore dolce e viene spesso ingerito involontariamente dal cane o gatto. Tale veleno procura insufficienza renale acuta e morte.

4. COSA DEVE FARE UN PROPRIETARIO SE SOSPETTA L’INGESTIONE DI UN TOSSICO DA PARTE DEL PROPRIO ANIMALE:

Procurare il vomito facendo ingerire all’animale una soluzione salina soprasatura oppure acqua ossigenata a 10 volumi (1 ml per kg di peso). Il vomito deve essere provocato entro 30-60 minuti dall’ingestione e solo se: non siano stati ingeriti acidi, basi forti o derivati del petrolio e il cane sia cosciente e vigile. Se non si conosce la sostanza ingerita contattare immediatamente il medico veterinario per un consulto telefonico.
Portare velocemente l’animale dal più vicino medico Veterinario, anche se si è riusciti a farlo vomitare.
Se si è procurato il vomito portare dal veterinario i residui del materiale espulso dall’animale che verranno inviati al laboratorio per farli analizzare individuando così il tossico e salvando la vita al cane/gatto.
5. AVVELENAMENTI ACCIDENTALI

In casa, senza saperlo, un animale può avvelenarsi ingerendo sostanze che comunemente possediamo.
Un esempio tra tutte è il cioccolato. Chi tra noi non ne possiede almeno una barretta nello sportello della cucina? Ebbene sono ben due le sostanze tossiche per il cane e gatto presenti nella cioccolata: la caffeina e la teobromina.

La sintomatologia dell’ avvelenamento sarà inizialmente assunzione di gran quantitativo di acqua, vomito, diarrea, irrequietezza, poi poliuria, atassia, tremori, nei casi più gravi convulsioni fino al coma. La morte è dovuta alle aritmie cardiache o all’insufficienza respiratoria entro 6-24h dall’ingestione. La dose tossica per il gatto è minore di quella del cane. Tuttavia i gatti sono meno portati a cibarsi di cioccolato poiché non possono sentire il sapore dolce.
Secondo il Manuale di Veterinaria Merck, il cacao amaro per circa 1.3 g/kg di peso corporeo canino è sufficiente per causare sintomi di tossicità.

Un altro ingrediente spesso presente nel nostro cibo ma tossico per i nostri animali è la cipolla a causa della presenza di composti solforati. La dose tossica è pari a 0,5% del peso corporeo. Il gatto è più sensibile. La sintomatologia è rappresentata da: pallore delle mucose, debolezza, depressione, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, vomito e/o diarrea, anoressia, odore di cipolla dell’aria espirata.

Uva e uvetta sono letali solo per il cane. Causano problemi gastroenterici e insufficineza renale acuta. Dose tossica da 12,44 g/Kg di peso.
Impasto del pane: dopo l’ingestione dilata lo stomaco compromettendo la respirazione e la circolazione. Crea un composto tossico come l’etanolo che determina depressione del sistema nervoso centrale. La Sintomatologia sarà caratterizzata da tentativi di vomito, distensione addominale, depressione, atassia, disorientamento, depressione respiratoria, arresto cardiaco, coma, morte. Il vomito dovrà essere provocato solo subito dopo l’ingestione. Successivamente deve essere evitato!
Piante da appartamento: per esempio la Stella di Natale o l’azalea.

Chiunque trovi una sostanza sospetta ha l’obbligo di portarla alle autorità competenti per farla analizzare. Per qualsiasi dubbio sulla salute del proprio animale domestico contattare il veterinario di fiducia, una zampa amica che cercherà in ogni modo di salvare Fido e Micio!

Articolo di: Dr.ssa Cristiana Matteocci, Medico Veterinario Comportamentalista Educatore cinofilo cognitivo zooantropologico.
www.cristianamatteocci.it

Bibliografia: Manuale operativo per la gestione veterinaria di casi di sospetto avvelenamento di animali selvatici e domestici. LIFE Antidoto.

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